venerdì 17 gennaio 2014

Buoni propositi...

Tra i buoni propositi per il 2014 c'è anche quello di rispolverare questo mio blog sull'obento. Stay tuned!

domenica 29 gennaio 2012

ennesima riorganizzazione

furoshiki comprati a Takayama, uno a tema onigiri e l'altro a tema riso e castagne (un tipico piatto autunnale)

la foto del falafel bento ovviamente non la trovo! così ecco i super paninetti alla zucca (senza glutine) preparati da mio moroso, farciti con una fettona di salame. l'ispirazione ci è venuta prendendo l'aperitivo al refolo, uno dei nostri posti preferiti, specializzato in piccoli panini un po' diversi dal solito: l'originale era un panino bianco farcito con salsa di zucca e sopressa
...in atto da circa tre settimane, ovvero da che abbiamo traslocato con l'azienda, in un palazzo in cui pare proprio non esserci spazio alcuno per un frigorifero ed un microonde. il che si traduce in una nuova sfida per l'obento quotidiano! anche perché non sono più a due minuti da casa per cui non esiste più 'stasera non ho estro per l'obento, domani in pausa faccio un salto a casa e spilucco qualcosa dal frigo!'. nel frattempo, un obento di repertorio, con i falafel!

martedì 13 settembre 2011

只今!


il mio 'casetto dell'obento'. come era all'inizio...perché, ora,  non riesco quasi ad aprirlo. si incastra per via di quella strana legge che regna in casa mia per la quale, prima o poi, inevitabilmente, inesorabilmente, ogni cassetto si incastra.

giovedì 7 luglio 2011

plumcake salato bento


un post a 'blog unificati', visto che comprende ricetta + obento (non tradizionale!) che bello starsene a casa di giovedì...anche se aspetto il tecnico del telefono e la consegna di un pacco con Dhl e non so fino a che ora mi toccherà stare in attesa. ma i gatti sembrano davvero felici di avermi per casa, mi girano intorno e non si allontanano mai troppo (d'altronde, a casa mia non ci si può mai allontanare troppo, visto che in sette passi la si percorre tutta!).
comunque, l'altro giorno ho provato a fare un plumcake salato (dovrò studiare la differenza tra cake e plumcake salato, perché sulle riviste li chiamano cake, boh!) mi aveva ingolosita una foto vista sull'ultimo numero de La cucina del Corriere, che ne propone uno pomodorini broccoli (broccoli..? di 'sta stagiooneee? approfitto della parntesi aperta: la Cucina del Corriere ha foto mozzafiato ma un giorno spero spiegheranno ai lettori perché, regolarmente, prima del sommario c'è uno spazio - che è 'doveroso' - dedicato alla spesa d luglio, mentre a spulciare le ricette gli ingredienti di stagione sono sempre affiancati da altri che proprio non c'azzeccano...e poi, un appello personale, basta ricette col tonnoooo! che tra un po' ve lo sognerete!! sfogo personale finito). per carità, i broccoli al mercato li trovo anche, ma già gli ultimi che ho comprato a fine marzo non sapevano più di nulla.
per la verità, ho visto delle cosiddette 'cake' molto più appetitose e rispettose della stagione in giro per i blog che seguo!
tra l'altro...il mio non è propriamente un plumcake salato, ho semplicemente preparato l'impasto base della mia torta di ricotta e ciliegie (senza zucchero ovviamente...) e l'ho adattato al salato, perché essendo piuttosto pigra quando azzecco un impasto che mi soddisfa poi cerco di adattarlo a varie preparazioni (è troppo comodo!) così ho aggiustato le dosi di uova, aggiunto feta, pomodorini secchi e timo del mio balcone, un po' di farina di Schaer mix pane e non è venuto per niente male.
unico neo, a casa ero convinta di non avere lievito per torte salate (w l'ordine, in realtà c'era, sgrunt) e ho usato mezzo cucchiaino scarso di bicarbonato, non so se sono solo io ma il gusto di bicarbonato poi lo sento e mi disturba!

comunque eccolo:
(per uno stampo da plumcake piccolino, 22 cm)
200 gr di ricotta
60 gr di feta
3 uova
3 cucchiai di farina di riso come da prontuario)
2 cucchiai di farina Schaer mix b
2 cucchiai di fecola di patate (come da prontuario)
8-10 pomodorini secchi sott'olio
qualche rametto di timo
due pizzichi di sale
mezzo cucchiaino scarso di bicarbonato o, meglio, lievito da torte salate (come da prontuario)

preriscaldate il forno a 180°. in una ciotola di vetro, lavorate la ricotta e le uova, salate e aggiungete le farine setacciate con il bicarbonato. aggiungete i pomodorini  sminuzzati, la feta sbriciolata ed il timo, quindi trasferite l'impasto nella forma da plumcake rivestita di carta da forno bagnata con acqua.
infornate abbassando i gradi a 160° per 30 minuti circa, e lasciate il plumcake a riposare altri 10 minuti a forno spento. sfornate, lasciate raffreddare e mangiate!

due fette di plumcake tagliate a rettangoli piccoli si possono tranquillamente far stare nell'obento mica deve essere per forza solo giappo!). in questo caso il plumcake accompagna una insalata tipo greca (cipolla mai!) di pomodorini, feta, olive nere e basilico.

giovedì 30 giugno 2011

furikake!

dall'alto, a sx: sesamo nero, suribachi (ovvero versione giapponese del mortaio da cucina con pestello di legno), riso con furikake di sesamo e tamari, riso con furikake al té e alga nori
questo post è diventato il mio 'aperitivo' per stasera, accompagnanto da un (ehm..) calice di chardonnay Mezzacorona. quello che amo dei giapponesi, che secondo me li rende un popolo culturalmente più evoluto rispetto a..(tutti) noi italiani, è l'assoluta, religiosa attenzione per i dettagli. e per le piccole idee che ti facilitano la vita (oddio, a volte troppo. tipo il micro apri-caldarroste che arriva in dotazione al cartoccio di castagne arrostite ai baracchini sparsi qui e lì per Tokyo. quello che hanno dato a me è ancora nella sua bustina di plastica, ogni tanto me lo rigiro per le mani e mi viene da sorridere. in fondo riempirei armadi interi con carabattole simili). il furikake è una di queste idee nippo-tattiche, per dare sapore e colore al riso bianco (ma non solo) sia nell'obento che in ciotola. letteralmente il verbo 'furikakeru' significa cospargere/spolverare di sale/pepe qualcosa, e furikake è il sostantivo che deriva da questo verbo.

振り掛け【ふりかけ】 (n) (1) dried food sprinkled over rice; (2) fish flour.


振りかける【ふりかける】 (v1,vt) to sprinkle (salt, pepper) over.

in senso strettamente nipponico indica un condimento secco (soprattutto di pesce) da spargere sul riso per insaporirlo. se ne trova di già pronto in busta, con gli aromi più diversi ma anche parecchio glutammato e di certo non sicuro per noi celiaci.  a seconda dei gusti personali e della fantasia, se ne può preparare di ottimo anche a casa.
sul riso di stasera ho usato:

:: sesamo al tamari
un cucchiaini e mezzo di sesamo
un cucchiaino di tamati (less salt della Lima food)
basta tostare un po' il sesamo in un tegamino antiaderente e, dopo aver spento il fuoco, versare il tamari che sfrigolerà un po' fino a caramellare il sesamo. apsettate che di freddi un po' e sgranatelo con le dita

:: furikake té e alga nori
qui le dosi variano un po', a seconda dei gusti (se preferite il gusto algoso o quello del té). a me l'abbinamento alga con té ricorda l'ochazuke, per questo l'ho pensato per un furikake estivo visto che col caldo se mangio un ochazuke evaporo! nel suribachi mettete due pizzichi di sale, mezzo cucchiaino di té ryokucha o sencha e polverizzate per bene, aggiungendo poi alga nori (3cmX4cm) che avrete già ridotto in pezzetti piccoli con le mani (è più semplice se prima la tostate per pochi secondi sopra la fiamma del gas). é davvero buono!


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...